Marco D'Agostin con "Best Regards" al Teatro Dimora

Continuano le residenze creative al Teatro Dimora di Mondaino con il coreografo e danzatore Marco D’Agostin dal 18 al 25 giugno per la realizzazione del nuovo spettacolo “Best regards”.

Continuano le residenze creative al Teatro Dimora di Mondaino con il coreografo e danzatore Marco D’Agostin dal 18 al 25 giugno per la realizzazione del nuovo spettacolo “Best regards”.

Dopo aver accolto il lavoro della danzatrice e coreografa Paola Bianchi, che ha segnato l’importante ripartenza delle attività di studio e di ricerca del teatro nel bosco, continuano le residenze creative de L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Centro di Residenza Emilia-Romagna.

L’ascolto e il dialogo costante con gli artisti, in questo delicato e complesso momento di “ritorno alla normalità”, ha guidato l’Arboreto nelle necessarie riflessioni e relative scelte artistiche per la riprogrammazione del calendario annuale delle residenze, il pane quotidiano del Centro di Residenza Emilia-Romagna.

Con questa consapevolezza, questo lavorio quotidiano di relazioni con gli artisti e gli operatori, è maturata anche la possibilità di inserire un nuovo progetto di residenza, “fuori programma”: dal 18 al 25 giugno arriverà infatti il danzatore e coreografo Marco D’Agostin per lavorare al suo nuovo spettacolo “Best regards”, dedicato alla figura di Nigel Charnock.

«Ho conosciuto e lavorato con Nigel Charnock nel 2010. Questo incontro ha segnato una linea netta nel mio modo di pensare la performance, spiega Marco D’Agostin, Con i suoi spettacoli, esplosioni ipercinetiche in cui il canto, la danza, il grido, la messinscena, la finzione e la realtà palpabile della performance venivano cucite attorno a un vuoto abissale, ha allargato le maglie del genere “danza contemporanea” ed è sembrato incarnare alla perfezione quella possibilità dell’arte che David Foster Wallace ha provato a definire “intrattenimento fallito” (“failed entertainement”). In lui tutto era energia, desiderio, volontà. Eppure, come disperatamente ripete nel suo solo One Dixon Road, “there’s nothing else, it’s nothing, nothing”*: non c’è niente, niente, niente ha senso».

«Dopo di lui, la possibilità di una danza è per me l’orizzonte entro il quale tutto in scena può accadere, continua l’artista. Best Regards è la lettera che scrivo, con 8 anni di ritardo, a qualcuno che non risponderà mai. È un modo per dire: “Dear N, I wanted to be too much too” (“Caro N, anch’io volevo essere troppo”). È l’invito a partecipare a un tributo laico e pop: cantiamo assieme di una nostalgia che ci riguarda tutti, noi che non siamo arrivati in tempo per dire quello che volevamo. All’ombra del tempo scaduto, e sotto la luce che Nigel continua a proiettare sulla scena di chi oggi danza, facciamo risuonare un ritornello martellante, spieghiamo di fronte ai nostri occhi un foglio bianco e chiediamoci: come la cominciamo, questa lettera impossibile?».

Marco D’Agostin è un artista attivo nel campo della danza e della performance, vincitore del Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35. Dopo una formazione con maestri di fama internazionale (Yasmeen Godder, Nigel Charnock,  Rosemary Butcher, Wendy Houstoun/DV8, Emio Greco), ha iniziato la propria carriera come interprete, danzando per, tra gli altri, Claudia Castellucci, Alessandro Sciarroni, Liz Santoro, Iris Erez, Sotterraneo.

Dal 2010 ad oggi ha sviluppato la propria ricerca coreografica come coreografo ospite di numerosi progetti internazionali (ChoreoRoam Europe, Act Your Age, Triptych). Ha presentato i propri lavori in molti dei principali festival italiani ed europei (Santarcangelo, Romaeuropa, VIE, Torinodanza, OperaEstate, Rencontres Choréographiques de Saint-Denis e Théatre de La Ville a Parigi, Les Brigitines a Bruxelles, The Place Theatre in London, Sala Hiroshima a Barcellona per citarne alcuni).

I suoi lavori sono stati negli insigniti di numerosi riconoscimenti: Premio Gd’A Veneto 2010 (Viola), Segnalazione Speciale al Premio Scenario 2011 (Spic & Span), Premio Prospettiva Danza 2012 (per non svegliare i draghi addormentati), Teatro Libero di Palermo Prize al BEFestival e secondo premio al concorso (Re)connaissance di Grénoble nel 2017 (Everything is ok). È stato per due volte tra le Priority Company del network europeo Aerowaves.

The Olympic Games, creato in collaborazione con Chiara Bersani, è stato coprodotto da K3|Tanzplan (Kampnagel, Amburgo) e dal progetto europeo BeSpectACTive. Nel 2018 ha debuttato con due lavori: Avalanche , co-prodotto da Rencontres Chorégraphiques de Saint-Denis, CCN di Nantes e Marche Teatro, e First Love , una commissione di Torinodanza e Espace Malraux (Chambéry).

Marco D’Agostin è uno dei fondatori di VAN, organismo di produzione della danza riconosciuto e sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 2015.

Il programma completo delle attività annuali de L’arboreto (residenze artistiche, prove aperte, formazione e progetti collaterali) è disponibile sul sito www.arboreto.org

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pubblicato il 2020/06/19 09:35:00 GMT+2 ultima modifica 2020-06-18T17:22:24+02:00

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