Rizomi, il progetto di residenza curato da Simonetta Pusceddu (Tersicorea) a Carloforte

RIZOMI è il progetto di residenza artisti nel territorio sotto la direzione artistica di Simonetta Pusceddu realizzato con il contributo di MIC/Ministero della Cultura e Regione Autonoma Sardegna, il Patrocinio del Comune di Carloforte e la collaborazione logistico-organizzativa dell'Associazione Botti Du Scoggiu.

Il concept del progetto “Rizomi”: attraversamenti sul territorio di Carloforte e dell’isola di San Pietro, comunità costituita da soli 6mila abitanti, con l’intento di metter in evidenza la peculiarità di “un isola dell’isola”. che fa parte del circuito dei "I borghi più belli d’Italia" e conserva lingua e cultura dei fondatori, le famiglie di pescatori originarie di Pegli, e provenienti dall’isola tunisina di Tabarka (dove risiedevano dal XVI secolo). I tabarchini nel 1738 ottennero dal re Carlo Emanuele III il permesso di colonizzare l’isola di san Pietro, disabitata e detta ‘degli sparvieri’ sin dai tempi dell’insediamento fenicio (VIII secolo a.C.), cui seguì quello punico, con tempio e necropoli. Gli stessi pescatori, 40 anni dopo, avrebbero fondato anche Calasetta sulla prospiciente isola di sant’Antioco. Il progetto di residenza del triennio 2022/2024 è intitolato “Rizomi”, La parola “rizoma” è composta da ”rizo”, che vuol dire radice, e dal suffisso -oma, “rigonfiamento“. Il termine è chiaramente descrittivo della forma tipica che il rizoma assume durante il suo sviluppo, simile ad una grossa radice. Il termine metaforico si riferisce alle funzioni del rizoma in natura, questo fusto modificato a forma di grossa radice funge da organo di accumulo di sostanze nutritive di riserva che possono mantenersi inalterate anche per lunghi periodi e in condizioni climatiche ostili. Ispirandoci a questo significato, la metafora pone l’accento sulla riflessione rapporto tra spazio/tempo/territorio e l’inserimento di azioni residenziali produttive, legate ai meccanismi di mobilità e servizio della collettività urbana.

Il progetto di residenza triennale pone il suo focus sulle ricchezze di territori costituiti da siti archeologici, industriali o naturali e quelli più intangibili, come l'artigianato e tradizioni, conoscenze e pratiche dei territori che vengono abitati dagli artisti in residenza in dialogo con lo straordinario paesaggio naturale e urbanistico. Il territorio prescelto è la cittadina di Carloforte, nell’isola di San Pietro, costituita da circa 6mila abitanti. Il lavoro di ricerca, creazione si articola in ambienti e luoghi (al chiuso e all’aperto) più o meno fortemente marcati e strutturati dal punto di vista architettonico e/o urbanistico: l’interno di una chiesa, la sala o il cortile di un palazzo antico, un chiostro, una piazza, una strada, il mare, le rocce. Tra questi luoghi, vi sono anche gli spazi industriali periferici in disuso, “luoghi dell’archeologia industriale, come le vecchie fabbriche”. Il paese è molto suggestivo con i suoi vicoli e le sue casette multicolori, ed è anche ricco di edifici storici, come la chiesa di Santa Maria del Naufrago e i resti delle mura che originariamente circondavano completamente l’abitato per difenderlo dalla minaccia dei pirati, il museo multimediale del Mare che racconta la storia del paese e il suo rapporto con il mare e la pesca, quindi spazi fortemente connotati simbolicamente identitari. Da Cagliari si possono prendere due strade per raggiungere Portoscuso: quella più a Sud per attraversare il Sulcis nella sua zona più selvaggia, verso Villamassargia e i suoi olivi millenari e da lì, sfiorando Carbonia,

- città nata per Regio decreto nel 1937 dai sogni autarchici del regime fascista, e il castello di Acquafredda, — possedimento del dantesco conte Ugolino

-, si giunge al piccolo porto d'imbarco per Carloforte. Per questa via il passato minerario è quasi invisibile. La natura è preponderante, i lecci, i sugheri e gli ulivi, le macchie di cespugli di erica e mirto, i rododendri in fiore ai bordi delle strade. Lo sguardo scorre su una terra ricca di vegetazione ma, nello stesso tempo, povera, disabitata, congelata nel suo passato e priva di un futuro tangibile. L'arrivo a Portoscuso rende ancor più evidente il fallimento dei tentativi di dare a questa regione una prospettiva di lavoro: le zone industriali abbandonate restituiscono un paesaggio arrugginito e fantascientifico, di mondo abbandonato in fretta, come per sfuggire a una catastrofe. Per queste vie si giunge all'imbarco e da questo punto si parte per Carloforte. Dal traghetto appare evidente come in quel braccio di mare si fronteggino due realtà: il turismo fiorente e la rovina industriale: le grosse ciminiere della centrale elettrica intitolata chissà perché, a Grazia Deledda, i silos in disuso, le malinconiche pale eoliche, novelli giganti con cui Don Chisciotte avrebbe volentieri battagliato. Quando si sbarca a Carloforte, bisogna avere il coraggio di chiudere gli occhi per non salire sulla ruota panoramica della percezione dell'ovvio. Solo allora, riaprendoli può affiorare tremula, pallida, timida la città con i suoi racconti e le testimonianze di un ricco passato.

• Residenza come promozione del territorio, scambio, sperimentazione, ricerca

“Il corpo umano diventa “navigatore” nel complesso sistema delle geografie comunicative della città in cui i linguaggi dell’arte interagiscono in un continuo territorio di scambio dove la tecnologia e la poesia dettano le coordinate dei percorsi delle nuove erranze urbane”. Il progetto “Rizomi”, durante il triennio 2022/2024 restituisce allo spazio urbano e paesaggistico l’immagine di un teatro della vita quotidiana, la città diventa, in questo senso, uno spazio “trovato”, nel quale ciascun artista dovrà interpretare lil territorio con le sue peculiarità.

• Capacità del progetto di valorizzare gli aspetti identitari regionali.

“Carloforte territorio, allegoria dell’ignoto, del viaggio”. E proprio attraverso questa idea di viaggio interiore e di tensione che si innesta la ricerca più ampia che ha a che fare con la relazione, con il tempo e con lo spazio, in cui l’attività di creazione si svolgerà attraversando paesaggi lambiti dal mare, dal vento. Tornando al senso metaforico, il progetto trova la sua fonte di ispirazione nella funzione del rizoma in natura: quella di conservare come in natura, ad esempio durante l’inverno, le sostanze organiche che consentiranno ad una nuova pianta di prosperare nella primavera successiva. Da ciò ne consegue una forma generalmente ingrossata che tende a svilupparsi sottoterra in maniera più o meno orizzontale, esattamente come un piccolo “silo”. Ecco che dunque diventa centrale il paesaggio con le sue bellezze naturali definite e concentrate in uno spazio di appena 51kmq e nel concetto straordinario di isola nell’isola in cui è presente un patrimonio identitario peculiare e unico da indagare divulgare e promuovere.

La peculiarità degli attraversamenti su territori che sta all’origine dei processi di residenza dal progetto Rizomi, sta nel fatto di illuminare le specificità di un territorio; questo lembo di territorio tra terra e mare, i differenti tipi di rocce vulcaniche, l’interessante fauna terrestre e marina e la folta vegetazione mediterranea fanno da sfondo perfetto a questi luoghi silenziosi e magici.

Qui è possibile valorizzare e descrivere ampiamente il concetto di luogo dai confini morbidi, tracciato dal mare e dalle rocce e disegnato dal mistero di tutto ciò che quello che sta dentro il mare. Pertanto il fulcro del concept del progetto “Rizoma” è molto legato alle specificità del luogo con cui far dialogare gli artisti e produrre il proprio progetto consapevoli di queste peculiarità. Un luogo ideale quindi, lontano dal mondo, per ripensare insieme e in scala ridotta, il concetto di luogo contenitore di segreti, misteri storie antiche tramandate oralmente, bellezze naturalistiche. Appunto beni materiali e immateriali di cui Carloforte è ricca.

• Il processo di residenza diventa strumento di promozione e valorizzazione di un territorio antico. Fondato nel 1738 da una colonia di pescatori liguri stabilitasi a Tabarca (Tunisia) nel XVI secolo per praticare la pesca del corallo. Carloforte, unico villaggio dell’Isola di San Pietro, in Sardegna, è oggi uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Il paesino di circa 6500 abitanti, con il suo stupendo lungomare alberato, i suoi carruggetti (vicoletti) dalle casette color pastello, la semplice ma gustosa cucina e l’antico dialetto genovese, offre all’esperienza residenziale uno scorcio della Liguria di un tempo, nel cuore del Mediterraneo. “Il corpo umano diventa “navigatore” nel complesso sistema delle geografie comunicative della città in cui i linguaggi dell’arte interagiscono in un continuo territorio di scambio dove la tecnologia e la poesia dettano le coordinate dei percorsi delle nuove erranze urbane”. Decentrare l’arte, anche dal punto di vista economico, oltre che sociale e spaziale – significa agire sulle pratiche e sulle esperienze culturali delle persone, in modo da rendere vivibile (in tutti i sensi) non solo la città, ma anche quella parte culturale sempre più significativa – della sua offerta di servizi. Il decentramento dell’arte propone dunque un modello di sviluppo virtuoso, basato sulla capacità di investire nella relazione con il proprio pubblico, al fine di valorizzare i vantaggi e le opportunità dello scambio e del confronto. Un modello di sviluppo che punta sulla responsabilità delle organizzazioni nei confronti del conseguimento degli obiettivi di coinvolgimento e sinergia con il territorio, e, soprattutto, sulla capacità di generare reti di reciprocità nel territorio e di veicolare quei valori capaci di apportare un sostanziale miglioramento della qualità della vita nella comunità. Un comportamento strategico che pone al centro il valore del capitale relazionale e quindi l’attenzione alla costruzione, alla qualità e alla cura nel tempo di ogni relazione, basato sulla profonda convinzione che la produzione culturale debba necessariamente misurarsi con la costruzione paziente di un impatto sulla comunità ponendo maggiore attenzione sulle necessità dei suoi residenti e imparando nel medesimo tempo a rilevare i cambiamenti e a reagire in funzione di essi.

Tutte le info sul sito ufficiale di RIZOMI.

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ultima modifica 2022-12-14T12:52:43+01:00
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