Yaniv Cohen è un coreografo, danzatore e docente di danza contemporanea di base in Norvegia con alle spalle oltre 20 anni di esperienza come freelance e all’interno di note compagnie quali Carte Blanche, Iceland Dance Company e Balletto Nazionale Norvegese. Il suo percorso artistico è influenzato dalla sua esperienza di vita con l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività), una condizione su cui riflette e che rielabora attraverso la composizione coreografica e il movimento.
Il progetto che porta a L’arboreto – Teatro Dimora, Sometimes, I Find Peace, è una cerimonia coreografica dedicata all’atto e al concetto di concentrazione che vede in scena otto danzatori con ADHD.
Durante la residenza, Yaniv terrà anche una lecture all’Università di Urbino: una conversazione dedicata alla gestione di condizioni come l’ADHD in rapporto alla pratica artistica e alla relazione tra attenzione e presenza fisica.
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→ sabato 14 novembre, ore 19
Teatro Dimora, Mondaino
La serata prevede un primo momento di racconto in scena dell’artista e un secondo momento di coinvolgimento del pubblico per la condivisione di una pratica di lavoro. Al termine, piccolo buffet.
Nell’ambito del progetto di scambio bilaterale Italy-Norway Dance Residencies e E’BAL – palcoscenici per la danza contemporanea
Ingresso a contributo libero
Info e prenotazioni: info@arboreto.org
SOMETIMES, I FIND PEACE
coreografo Yaniv Cohen
danzatori Edith Strand Askeland, Astrid Jordåen, Iannes Bruylant, Abraham Winsnes, Johannes Gudbrandsen-Stavland
compositore Arvid Ingvarsson
costumista Eyrun Müller
scenografo Carl Nilssen-Love
light designer Martin Myrvold
occhio esterno Shi Pratt
produttore Madeleine Fairminer
Sometimes, I Find Peace è una performance in cui otto danzatori con ADHD trasformano le strategie che personalmente usano per concentrarsi, gestire il tempo e la presenza in rituali fisici condivisi e partiture collettive di movimento. Attingendo dalle loro esperienze di vita, l’opera si muove attraverso stati mutevoli di concentrazione, sovraccarico, distrazione, coordinazione e calma.
Il pubblico siede vicino agli artisti, vivendo il loro respiro, il ritmo, il silenzio e lo sforzo fisico mentre la loro soglia dell’attenzione si riorganizza continuamente in tempo reale. Muovendosi tra intensità fisica e allineamento silenzioso, la performance crea uno spazio condiviso in cui la concentrazione diventa visibile, collettiva e profondamente umana.