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Diario di una perdita – Antonella Albanese
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In residenza presso Teatro Comunale di Leverano dal 22 al 31 marzo 2026.


Come si può restare fedeli a ciò che abbiamo perduto senza smettere di vivere?

Ció che muore non scompare del tutto, ma continua a irradiarsi nella memoria, nel  desiderio e nelle relazioni. Come la luce delle stelle morte attraversa il tempo e lo spazio  prima di raggiungerci, così le esperienze affettive, le perdite e le trasformazioni abitano il  corpo e lo plasmano. Quando perdiamo qualcuno che abbiamo profondamente amato  poi nel nostro corpo sembra restare la forma di chi non c’è più trasformandoci in un  corpo muto. Perdiamo parole e coordinate e ritrovare la strada della salvezza appare  impossibile. In scena un uomo e una donna si muovono sul confine tra incomunicabilità e  assenza, la loro rivolta consiste nel cambiare vocabolario e inventare nuovi attrezzi per  rimanere vicini nella loro nuova forma.

DIARIO DI UNA PERDITA attraverso il codice scenico del teatro/danza vuole  indagare il tema dell’assenza come presenza viva, esplorando il confine tra caduta e  rinascita, tra fine e possibilità. La memoria di chi non c’è più rimane non solo sul corpo di  chi resta, ma anche nei luoghi e negli oggetti.
Come cambia uno spazio senza la presenza che lo ha abitato?
Che valore acquisiscono gli oggetti appartenuti alla persona che non c’è più?
Lo spazio e gli oggetti hanno un’energia affettiva e narrativa, diventano testimoni silenziosi  di una vita passata e un ponte tangibile per la memoria di chi amavamo.
L’immagine della luce che continua a viaggiare anche dopo la morte della stella diventa  metafora di ciò che nel corpo sopravvive alla perdita: memoria, desiderio, traccia.  I performer costruiscono partiture fisiche che alternano tensione e abbandono, caduta e  sospensione, contatto e distanza per sviluppare una ricerca sul corpo come archivio di  memoria e luogo di trasformazione. Si ribellano all’asfissia e ai giorni opachi che  potrebbero durare a lungo, al contrario provano a far sorgere una nuova vita, da una parte  senza terra, dall’altra senza dialogo, ma entrambe ancora piene d’amore.

Uno spettacolo di Teatro/Danza ispirato al saggio La Luce delle Stelle Morte di  Massimo Recalcati
Regia e drammaturgia  Riccardo Lanzarone
Movimento scenico e azioni  Antonella Albanese
Performer  Antonella Albanese e Riccardo Lanzarone 

Antonella Albanese
Danzatrice, docente e coreografa freelance, dal 2021 è Co-Fondatrice del duo artistico ESENCO Dance Movement. Collabora con Metamorphosis Dance, Ez3 Company, Equilibrio Dinamico. Selezionata per il Pioneer Project di Jiri Pokorny presso il Korzo Theater in Olanda, la Biennale Danza di Venezia, il programma di sviluppo artistico Tanznetz Freiburg in Germania, Nuove Traiettorie – Azione Network Anticorpi XL. Ha danzato in opere di rinomati coreografi come Jiri Pokorny, Marco Blazquez, Matthias Kass, Clement Bugnon, Igor Kirov, Bert Uyttenhove, Maria Chiara De’Nobili, Ezgi Gungor, Rebecca Jensen e Sara Angius, presentati in diversi Teatri tra Belgio, Messico, Spagna, Portogallo, Israele, Corea del Sud, Colombia, Germania e Francia. Danzatrice presso il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, sotto la direzione di Bárbara Lluch e con le coreografie di Iratxe Ansa e Igor Bacovich. Le opere coreografiche da lei co-create hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Danza d’Autore alla quinta edizione di Vuoti D’Aria, il Primo  Premio al Linkage International Choreographic Competition di Stara Zagora (Bulgaria) e il Premio  Roma Danza 2024. È stata invitata a festival e rassegne in Spagna, Italia, Turchia, India e  Germania ed è coreografa ospite presso il Theater Trier in Germania, Dir. Artistica Roberto Scafati.

Riccardo Lanzarone
Attore, autore e regista. Si diploma alla Civica Accademia D’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine e frequenta la scuola di teatro Teatès di Palermo diretta da Michele Perriera. Segue seminari condotti da Emma Dante, Carolyn Carlson, César Brie, Jurij Alschitz, Valerio Binasco, Vetrano e Randisi. Ha lavorato con Alessandro Serra, Michele Sinisi, Leo Muscato. È stato tra i fondatori della compagnia VicoQuartoMazzini. Ha collaborato con il Teatro Koreja di Lecce e con la compagnia Teatro Minimo. Collabora col Teatro delle Briciole di Parma, con Factory Compagnia Transadriatica e URA Teatro. Ha scritto e interpretato diversi podcast per Rai Radio 3, è docente presso la Civica Accademia D’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine e presso AMA – Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce. Per il cinema ha interpretato diversi ruoli, vincendo nel 2022 il Premio come miglior attore protagonista alla 40° edizione del Valdarno Cinema Film Festival. È stato direttore artistico del teatro del MAT Laboratorio Urbano di Terlizzi  (BA). Come autore ha pubblicato per Caracò, Codice Nero (2017) e Pizzo, canti di denuncia  (2021).

Pubblicato il 10 Giugno 2026, da TRAC