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Noemi Francesca vince la Residenza Produttiva di C.Re.A. Calabria con All’amico che non mi ha salvato la vita
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Il progetto, ispirato al romanzo di Hervé Guibert, attraverserà le sedi di Teatro del Carro, Dracma Teatro e Teatro del Grillo con un percorso di 45 giorni dedicato alla creazione e alla messa in scena. Previsto anche un programma di incontri con le comunità del territorio.

All’amico che non mi ha salvato la vita di Noemi Francesca è il progetto vincitore della sezione speciale Residenza Produttiva del bando 2026 di C.Re.A. Calabria – Centro di Residenza Artistica della Calabria. Il percorso coinvolgerà le tre sedi di Teatro del Carro, Dracma Teatro e Compagnia Teatrale del Grillo, partner dell’iniziativa, accompagnando il lavoro dalla fase di ricerca e creazione fino alla messa in scena, per un totale di 45 giorni di residenza.

Il progetto prende le mosse dall’omonimo romanzo di Hervé Guibert, scrittore, fotografo e giornalista francese scomparso nel 1991, a 36 anni. Nel libro, l’esperienza della sieropositività e dell’AIDS diventa il punto di partenza per una scrittura che intreccia autobiografia, osservazione del corpo, relazioni affettive e dettagli quotidiani, mettendo in discussione il confine tra ciò che accade e ciò che viene raccontato.

A partire da questo materiale, Noemi Francesca sviluppa una ricerca sul rapporto tra corpo, parola e sopravvivenza delle tracce. La scrittura di Guibert non viene intesa come un testo da adattare in forma tradizionale, ma come una condizione da attraversare: una lingua che si modifica insieme al corpo da cui ha origine, esponendone le trasformazioni e le discontinuità.

La ricerca si concentra anche sul rapporto tra corpo vivente e figura animata. Da una parte, il corpo umano che cambia e perde progressivamente la propria continuità biologica; dall’altra, la figura che prende vita attraverso il gesto, la cura e la presenza di un altro corpo. È in questa tensione che si inserisce l’interesse per il teatro di figura, inteso come strumento per interrogare la persistenza della forma e le possibilità di una presenza che continua a manifestarsi anche attraverso la trasformazione.

Il lavoro scenico si costruisce come un archivio aperto di frammenti testuali, appunti, immagini, tracce vocali e materiali, senza tendere a una forma definitiva. L’obiettivo è indagare cosa accade alla parola quando il corpo non può più sostenerla nella sua continuità e come il teatro possa diventare uno spazio di esposizione e ascolto, anziché limitarsi alla rappresentazione della malattia. Nel progetto è previsto il coinvolgimento di Pierre Jaquemin, attore con esperienza nel teatro di figura.

Accanto al lavoro artistico, il progetto comprende Presenza minima, un percorso di trasmissione e sensibilizzazione rivolto agli abitanti del territorio, tra studenti, cittadini, associazioni e gruppi informali.

Il programma si articola in quattro incontri progressivi, dedicati allo sguardo, alla scrittura, al rapporto tra corpo e figura e alla composizione condivisa dei materiali emersi. Attraverso frammenti del testo di Guibert, esercizi di scrittura, osservazioni e sperimentazioni con figure e oggetti scenici, i partecipanti saranno coinvolti in un’esperienza di ricerca sulla trasformazione, sulla memoria e su ciò che resta di una presenza. Il percorso si concluderà con una composizione aperta dei materiali raccolti, senza assumere necessariamente la forma di una restituzione spettacolare tradizionale. La restituzione pubblica prevista dal bando sarà parte integrante dell’incontro finale e del processo di condivisione.

La sezione Residenza Produttiva è pensata per sostenere uno dei progetti selezionati nelle precedenti categorie del bando, individuato in base alla coerenza con gli obiettivi del Centro. Il sostegno prevede un attraversamento delle tre sedi di residenza calabresi, con periodi di lavoro di 12–15 giorni consecutivi per ciascuna struttura, per un totale di 45 giorni.

La selezione è curata congiuntamente da Compagnia Teatro del Carro, per la residenza di Badolato, Dracma, per le sedi di Polistena e Filadelfia, e Compagnia Teatrale del Grillo, per la residenza di Soverato.

Con All’amico che non mi ha salvato la vita, il percorso si concentrerà sullo sviluppo di una ricerca ancora in fase generativa, sostenendone il passaggio dalla sperimentazione alla costruzione della scena e favorendo, parallelamente, un confronto con le comunità che abitano i territori coinvolti.

 

Pubblicato il 16 Ottobre 2026, da CReA Calabria