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Silvio Gioia – 1ª tappa di Residenza
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Un centro può essere il luogo da cui qualcosa prende forza prima di muoversi. È questa l’immagine che accompagna la residenza di Silvio Gioia: un lavoro che per qualche giorno si concentra qui, fisicamente e artisticamente, per prepararsi a compiere un viaggio più grande. Dal centro verso fuori.

Lunedì 7 settembre 2026 ha preso il via, negli spazi del Teatro Comunale di Nardò, la seconda residenza artistica prevista per l’anno 2026, che vede protagonista Silvio Gioia con un percorso di ricerca dedicato ad approfondire il potenziale espressivo e trasformativo dell’ombra. Una lampadina, un corpo, un lenzuolo. Elementi essenziali che, messi in relazione, possono generare immagini, presenze, figure e mondi.

La ricerca parte proprio da questa semplicità, interrogando l’ombra non soltanto come effetto della luce, ma come materia viva della scena: qualcosa che può deformare, moltiplicare, nascondere e rivelare, trasformando continuamente ciò che vediamo. La residenza si svilupperà in due momenti: una prima fase di lavoro dal 7 al 15 settembre, per poi riprendere nel mese di ottobre, proseguendo e approfondendo il percorso di ricerca avviato in questi giorni. Nel corso della residenza, su richiesta dello stesso artista, TerramMare Teatro favorirà l’incontro e il confronto con diverse realtà del territorio, mettendo Silvio Gioia in contatto con scuole di danza, gruppi scout, associazioni che operano nell’ambito della disabilità e istituti scolastici. Un’apertura verso esperienze, corpi e sensibilità differenti che entreranno in relazione con il processo creativo e potranno offrire nuovi stimoli alla ricerca.

Nei primi giorni di lavoro Silvio ci ha raccontato la gioia di poter abitare il nostro teatro per questo tempo di ricerca e ci siamo soffermati insieme su una parola: concentrare. Concentrare significa portare verso un centro. Ed è suggestivo pensare che questo lavoro cominci proprio qui, nel cuore del centro storico di Nardò, dentro uno spazio raccolto in cui fermarsi, osservare, sperimentare. Ma un centro non è necessariamente un punto di arrivo: può essere il luogo da cui qualcosa prende forza prima di muoversi. È questa l’immagine che accompagna la residenza di Silvio Gioia: un lavoro che per qualche giorno si concentra qui, fisicamente e artisticamente, per prepararsi a compiere un viaggio più grande. Dal centro verso fuori.

Pubblicato il 11 Settembre 2026, da Terrammare