Gloria e Perkins sono le maschere che accompagnano il pubblico in sala. Perkins confonde i posti, dà indicazioni sbagliate, costringe gli spettatori ad alzarsi e spostarsi più volte, mentre Gloria cerca di mantenere l’ordine e la professionalità. Quando ognuno ha trovato posto, le luci si abbassano e le maschere chiedono di rispettare il silenzio. Il palco è vuoto, ma lo spettacolo non comincia.
Viene comunicato al pubblico che un attore dello spettacolo in programma – un dramma storico ambientato a Berlino durante la Guerra Fredda – si è sentito male. Il regista, in preda al panico, chiede alle due maschere di intrattenere gli spettatori. I due si cimentano allora in una serie di numeri goffi, stupidi, banali, surreali e improvvisati per impedire che qualcuno lasci la sala: azioni sceniche che non sviluppano alcuna trama, non contengono insegnamenti e non alimentano alcuna speranza. Danno fondo a tutta la loro creatività per perdere tempo, fino a esprimere le loro riflessioni più intime sulla società e a far emergere le lacerazioni del loro rapporto di coppia. Infine, dopo un ritardo inqualificabile, lo spettacolo può avere luogo. Le luci in sala si spengono, ma nessun’altra si accende.
Perché tutto è già finito prima ancora di cominciare.
di Carlo Galiero
con Mariasilvia Greco e Giuseppe Brunetti
in residenza presso
Teatro Comunale di Badolato
Teatro del Carro