In residenza dal 24 agosto al 2 settembre 2026 presso il Supercinema di Tuscania
THIS IS NOT AN AIRPORT
Ogni anno, secondo l’OMS, 720.000 persone, un giorno, decidono che è abbastanza, e con un colpo, un lancio, un’overdose, scelgono di andare via. Noi li chiamiamo i suicidi, dopo. Ma i suicidi sono intorno a noi, prima. Vivi. Incrociamo i loro occhi tutti i giorni. Prima del treno, della pistola, delle pillole, del tetto dell’università. Vivi.
Con loro, tra i vivi, ci sono anche persone che continuano a vivere e si suicidano in senso traslato: smettono. Uccidono una parte di sé: scrittura, teatro, sport, sogni. Strappano un pezzo di sé e continuano a vivere.
Questo progetto si chiama This is not an airport.
Viene da una frase–meme online: una risposta a chi, lasciando un gruppo, scrive un addio. “This is not an airport, no need to announce your departure”.
Questo non è un aeroporto. Non c’è bisogno di annunciare la tua partenza.
C’è qualcosa di più violento? Negare di verbalizzare l’addio di chi se ne sta andando?
Quanta gente va via mentre noi le ripetiamo, in modi diversi, this is not an airport?
Che risposta diamo a chi fa per andarsene?
This is not an airport è un oggetto scenico su chi se ne va.
Indaga i modi in cui le persone se ne vanno e il bisogno di dirlo al mondo. Il progetto esplora il suicidio come dato reale e le forme di abbandono invisibili: smettere, rinunciare, sparire restando in vita. La ricerca si nutre di materiali raccolti online: centinaia di video, post, confessioni pubbliche che costruiscono una drammaturgia fondata sulla ripetizione, sulla serialità e sulla circolazione memetica del dolore. Lo spazio scenico è un ambiente ibrido attraversato da flussi testuali e visivi preesistenti, in cui la scrittura originale si confronta e si lascia contaminare da queste voci.
Periodi di residenza
dal 24 agosto al 2 settembre 2026 presso il Supercinema di Tuscania
Prova aperta
1 settembre h 17.00 presso il Supercinema di Tuscania