
In residenza presso Teatro TaTA’ dal 4 al 15 marzo 2026.
Note di regia
Laura ha fatto 30 anni e si sente in ritardo. Su cosa? Di preciso non lo sa. Sulla vita, sui progetti, sulle aspettative, sui desideri che aveva e non è ancora riuscita a realizzare. Si sente stretta, soffocata dal tempo che passa. Ha fretta di arrivare. Ma arrivare dove? Quando aveva 6 anni poneva sempre le stesse domande a sua madre: cosa succederà quando muoio? Potrò ancora parlare? E pensare? Non ricorda le risposte, ma solo i pianti, il blocco alla gola, la paura. La paura del vuoto. La paura del tempo che passa. Laura ha fatto 30 anni e si sente già vecchia. Niccolò invece vive ancorato al passato, non riesce a staccarsi. Non riesce a liberarsi dagli oggetti – anche se rotti e inutilizzati – e dagli affetti – anche se lo hanno deluso, allontanato. Vive di ricordi e di nostalgia. Non riesce a programmare nulla, continua a procrastinare. Ha paura del futuro. Ha paura di diventare grande, anche se ha già 35 anni. Anche lui ha paura della fine, del vuoto.
Una si sente vecchia, l’altro ha il terrore di diventarci. Entrambi si domandano allora come ci si senta ad esserlo davvero. Come facciano gli anziani a svegliarsi ogni giorno pensando che possa essere l’ultimo.
Come facciano ad accettare di restare soli, di perdere le persone a loro care. Come possano convivere con un corpo crisp sempre meno agli stimoli. Come riescano a convivere con la paura di morire.
Da queste riflessioni nasce l’idea di lavorare a stretto contatto con la vecchiaia, per mettere a confronto due generazioni spesso in conflitto; per dare un nuovo significato al tempo; per valorizzare il quotidiano, cogliendone gli aspetti più profondi, ma anche i più ironici e paradossali, raggirando la retorica. Riuscire a capire che tipo di futuro – personale e collettivo – si possa immaginare, proprio con coloro che alle spalle hanno un lungo passato, e per i quali il futuro diventa un tempo breve, precario, confuso.
La ricerca
Per mettersi davvero nei panni degli anziani e delle anziane e creare con loro un rapporto di scambio e fiducia, potendo andare in profondità rispetto alle tematiche che si vogliono affrontare, i due autori/attori hanno deciso di passare un anno all’interno della casa di riposo Divino Amore, dove 25 persone over 80 trascorrono le proprie giornate H 24. Il tempo che trascorrono nella struttura sarà di circa 15 giorni per ogni stagione: questo permetterà a Laura e Niccolò di osservare come il clima, la luce, le festività, la durata del giorno e del buio influenzino lo spazio e gli ospiti stessi.
I due autori/attori alternano momenti in cui vivono direttamente la stessa routine degli ospiti (pranzano con loro, festeggiano compleanni, fanno le attività previste dalla struttura..) a momenti in cui organizzano laboratori e attività in gruppo o interviste singole, per affrontare determinati temi, senza mai perdere di vista il tema del futuro.
Crediti
di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich
video: Roberto di Maio
luci: Roberto di Maio
scena: Fiammetta Mandich
produzione: Atto Due e Permar Compagnia Mario Perrotta
con il sostegno del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’Arboreto – Teatro Dimora / La Corte Ospitale”
con il contributo degli ospiti della Casa di Riposo Divino Amore
La compagnia
La compagnia Nardinocchi/Matcovich nasce nel 2020, quando Laura e Niccolò iniziano a lavorare insieme con lo spettacolo Arturo, vincitore del Premio Scenario Infanzia 2020, finalista al Premio In-Box 2021, vincitore del Premio della Critica al FringeMI 2022, vincitore del Premio delle Giurie di Direction Under 30 2022 e vincitore del Bando Life is Live – un progetto di Smart e Fondazione Cariplo e prodotto dal Florian Metateatro. Arturo ha una tournée di più di 130 date in tutta Italia, attraversando importanti teatri e festival nazionali.
Grazie a questo primo incontro, Laura e Niccolò cercano di porre le basi per la creazione di una poetica, che intendono portare avanti e continuare a sviluppare: un teatro di prossimità, dove non ci sia finzione e si vada oltre la rappresentazione; dove ci sia una drammaturgia “bucata”, frammentata e non del tutto definita; dove gli spettatori interagiscano e facciano parte di ciò che accade.
Nel 2023, insieme a RuotaLibera Teatro, la compagnia produce lo spettacolo Pìnolo dedicato ai bambini e alle bambine dai 6 anni in su.
Nel 2024 debutta con lo spettacolo Strada Maestra, sempre prodotto dal Florian Metateatro. Lo spettacolo è finalista al Premio cantiere Risonanze 2022, vincitore del Bando Verdecoprente Terr.A 2022, vincitore del Bando Cura 2023, vincitore del Bando OFFline a cura di Ferrara OFF 2023, vincitore Premio Cambiare 2025, vincitore del Bando Life is Live – un progetto di Smart e Fondazione Cariplo.
Nel 2025 la compagnia è tra i 5 finalisti al Bando Registi Under 30 – Biennale College Teatro, con il progetto Dittico della deriva, di cui la regia è di Laura Nardinocchi e la drammaturgia di Niccolò Matcovich.