Un velo attraversa la scena. Non è solo tessuto: è pelle che respira, è memoria che affiora, è confine che si lascia oltrepassare. VELANIMA nasce come un rito contemporaneo, un attraversamento profondo della condizione femminile nel suo rapporto con la violenza — quella che incide lividi visibili e quella più sottile, che scava silenzi, che abita le pieghe dell’anima. In scena non c’è narrazione del trauma, ma la sua trasfigurazione. Non c’è cronaca, ma presenza. Non racconto, ma corpo. Le danzatrici abitano uno spazio essenziale, quasi sacro. Ogni gesto è necessario, ogni respiro udibile. La scena diventa luogo di ascolto e di risonanza, dove le storie delle donne non si presentano come confessioni isolate, ma come trama condivisa, come tessitura collettiva che unisce e sostiene.
Il corpo si fa archivio vivente: custodisce ciò che è stato negato, interrotto, imposto. Ma nello stesso tempo genera forza. Qui la fragilità non è frattura: è soglia. È crepa da cui entra luce, possibilità, rinascita. La coreografia si sviluppa come un’emersione graduale e necessaria: dalla compressione alla verticalità, dal silenzio alla voce, dall’isolamento alla comunità. VELANIMA è un atto di condivisione e di presenza. Un invito ad attraversare, a restare, a riconoscersi.
di Stefano Ferraro e Francesca Ciglione
Concetto Coreografico – Spazio 41
in residenza presso
Auditorium comunale di Polistena
Dracma Teatro