Il Balletto di Roma, con il contributo della Regione Lazio e in collaborazione con il Comune di Nazzano e il Collettivo Valle del Tevere, promuove COREOGRAFIE FLUVIALI – II edizione, un progetto di residenze artistiche dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e al sostegno delle nuove creatività nell’ambito della danza e delle arti performative, radicato nel territorio della Media Valle del Tevere.
Il progetto intende offrire a giovani coreografi, danzatori e performer uno spazio di confronto nel quale sviluppare percorsi di indagine personale e condivisa, favorendo il dialogo tra differenti pratiche artistiche, dalle performing arts contemporanee ai linguaggi urban, fino alle tecniche e alle forme della tradizione. L’apertura alla multidisciplinarità, alle nuove tecnologie e ai linguaggi digitali costituisce un’opportunità per esplorare modalità di creazione capaci di mettere in relazione corpo, spazio e comunità.
L’obiettivo è sostenere e valorizzare percorsi artistici emergenti, accompagnandone la crescita e favorendo possibili sviluppi produttivi, senza subordinare il tempo della ricerca alla necessità di realizzare immediatamente uno spettacolo compiuto. Al centro del progetto si colloca il dialogo con il territorio: la residenza diventa un’occasione per abitare i luoghi, conoscerne le caratteristiche e mettere in relazione la memoria del paesaggio con le prospettive della creazione contemporanea.
Le attività si sviluppano tra Spazio Tevere, sede del Balletto di Roma a Monterotondo, e gli spazi del Comune di Nazzano, a partire dal Teatro Comunale. La collaborazione con l’amministrazione comunale rende possibile l’ospitalità degli artisti nei luoghi del territorio e l’esplorazione degli ambienti naturali della Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa. Il Collettivo Valle del Tevere contribuisce al raccordo tra il progetto artistico, gli interlocutori locali e la comunità, rafforzando la relazione tra ricerca coreografica e contesto di accoglienza.
Il rapporto tra movimento e natura rimane un riferimento del percorso: il paesaggio non è considerato una semplice cornice, ma un interlocutore capace di sollecitare osservazioni, domande e possibilità espressive. L’immersione in un luogo diverso da quello della pratica quotidiana invita gli artisti a confrontarsi con i ritmi dell’ambiente, con le trasformazioni della materia e con le relazioni tra esseri viventi, traducendo queste esperienze in una ricerca sul corpo, sulla percezione e sull’abitare.
Nel programma 2026/2027, la prima fase ha riunito otto artisti, tra coreografi e interpreti, attraverso la collaborazione con Egribiancodanza e ASMED – Balletto di Sardegna. I coreografi Giuseppe Sanniu, con Biography of a Life I Never Lived, e Agnese Casuccio, con Istanti distinti, hanno accompagnato due percorsi di ricerca e creazione, condividendo strumenti, pratiche e prospettive con i danzatori coinvolti.
Hanno partecipato Erika Fisicaro e Julia Aleksandra Niekowal, sostenute da Egribiancodanza, e Chiara Mura, Ludovica Pinna, Sara Azzu e Francesco Alex Petta, sostenuti da ASMED – Balletto di Sardegna. Questa prima fase si è conclusa il 20 settembre 2026, alle ore 18.00, con una restituzione pubblica presso Spazio Tevere, occasione di incontro tra gli artisti, il pubblico e il territorio.
La seconda fase prenderà avvio il 6 ottobre 2026 e vedrà il coinvolgimento di DANCEHAUSpiù | Centro Nazionale di Produzione della Danza di Milano, con ContART. Il programma comprenderà Lacrima, progetto di Alice Beatrice Carrino con Giuseppe Morello, e Fino alla Matrice, con Mina Maceroni e Alice Troiano. Una successiva restituzione pubblica è prevista il 17 ottobre 2026 presso Spazio Tevere, in via Salaria 86 a Monterotondo Scalo.
Le residenze offrono tempi e spazi dedicati alla concentrazione, un supporto logistico concreto e un contesto di accompagnamento artistico fondato sull’ascolto e sul confronto. Le restituzioni pubbliche rappresentano momenti di apertura del processo creativo, nei quali condividere non soltanto gli esiti del lavoro, ma anche le domande e le possibilità emerse durante la ricerca. Attraverso questo percorso, Coreografie Fluviali intende consolidare nella Media Valle del Tevere uno spazio continuativo di sperimentazione e incontro, capace di sostenere gli artisti e favorire una partecipazione consapevole della comunità alla creazione contemporanea.



